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Diario


20 marzo 2008

Importante aggiornamento

Riportiamo il testo dell'articolo pubblicato da Mauro Bortone su www.lecceprima.it, con cui si apprende di un altro passo avanti verso la soluzione della vicenda.

Testo dell'articolo del 20 marzo 2008:

Torna protagonista delle cronache la Baia dei Turchi, la spiaggia caratteristica da tempo al centro di una controversa vicenda giuridica, riguardante la concessione demaniale. Un breve riassunto delle puntate precedenti è d’obbligo: nei mesi estivi, il comune di Otranto aveva emesso una sospensiva ai danni dei concessionari della “spiaggia libera con servizi”, con un atto di revoca del permesso di costruire e con l’ingiunzione di rimuovere i manufatti installati sull’area demaniale, per il ripristino dello stato dei luoghi, entro novanta giorni dalla data di notifica del provvedimento. Con ordinanza emessa il 29 agosto scorso, il Consiglio di Stato si era
pronunciato favorevolmente sull’istanza di sospensiva presentata dal Comune.

Da allora, però, il silenzio era calato intorno alle vicende della Baia, un po’ per il monopolio mediatico di altre questioni nel periodo successivo, un po’ per un sostanziale e generale atteggiamento di appagamento latente. Oggi, però, si apprende che l’udienza del Tar del 20 febbraio scorso in cui si doveva decidere sulla controversia tra il comune di Otranto e la concessionaria della spiaggia Baia dei Turchi, ha dato esito favorevole alla posizione assunta dall’amministrazione comunale. Lo rende noto il sindaco di Otranto, Luciano Cariddi, che, a sua volta, ne ha avuto conferma dal legale che rappresentava nella vicenda il comune, l’avvocato Barbara Renna. “E’ una notizia che ci fa molto piacere - commenta il primo cittadino - anche perché contestualmente in Consiglio di Stato veniva trattata un’altra vertenza, sempre relativa a questa vicenda, la cui decisione ci auguriamo si conformi a quella assunta dal Tar. La spiaggia, in questo modo, tornerà, già dalla prossima stagione, alla libera fruizione di tutti”.

Soddisfazione, dunque, per questo ennesimo risultato importante dal punto di vista strettamente giuridico. Eppure la Baia dei Turchi continua, suo malgrado, ad assurgere a croce e delizia otrantina. Più croce che delizia, nonostante le buone notizie. Appassionati ed amanti dell’incantevole luogo otrantino lamentano l’effettivo ripristino dei luoghi al loro stato naturale, nonostante la sospensiva sia in atto da tempo e dovesse realizzarsi in un tempo massimo di novanta giorni. Lo sgombero dell’aria nei mesi scorsi è senz’altro proceduto a rilento e campeggiano sulla spiaggia i resti del “piccolo chiosco”, in parte sommersi dalla sabbia. Ridare alla Baia il suo aspetto migliore appare ora più che mai necessario, per evitare che la partita sui giochi solo nelle aule dei tribunali.

***

Riportiamo inoltre il link al comunicato stampa del Comune di Otranto, del 19 marzo 2008.

Speriamo che tutto si risolva presto e per il meglio, e vi ringraziamo degli aggiornamenti che ci inviate. Continuate a vigilare e segnalateci le novità!






permalink | inviato da baiadeiturchi il 20/3/2008 alle 11:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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La Baia dei Turchi è stata inserita nel 2007 e nel 2008 dal Fondo per l'Ambiente Italiano tra i 100 luoghi da salvare


***

La Baia dei Turchi, poco a nord di Otranto, è una delle poche spiagge del Salento ancora incontaminate. È una piccola insenatura di sabbia finissima, circondata da una parete di roccia calcarea, che una fascia di pineta e macchia mediterranea ha protetto per anni dall'invasione del turismo di massa. Per arrivarci è necessario inoltrarsi a piedi nelle pinete, immersi nella natura e nel fragore del canto estivo delle cicale.

L’acqua è cristallina, ed i venti di tramontana regalano un cielo di un blu intenso, e spesso consentono di vedere i monti della vicina Albania.

La Baia dei Turchi è un luogo al quale sono affezionate tantissime persone, salentine e non, che vengono qui da anni ad approfittare di questa spiaggia incontaminata, rispettando profondamente il luogo ed il diritto delle altre persone a venire ed a trovare la spiaggia sempre libera e pulita.

In questa spiaggia, per anni, chiunque sia venuto ha avuto la libertà di passare qualche ora in un luogo splendido, senza balli di gruppo, senza bar, senza moto d’acqua, senza ombrelloni a pagamento, senza sdraio private aperte (anche se vuote), senza recinti. Chi vuole tutto questo, lo trova appena 500 metri più a nord, dove inizia la spiaggia più ampia del Salento colpevolmente trattata come inutile imitazione della riviera romagnola.

Sulla Baia si gioca liberamente a pallone, si suonano chitarre, si corre e ci si diverte, e questa libertà non è limitata da cartelli minacciosi o da pretese di turisti isterici, ma solo dalla responsabilità e dal rispetto delle persone.

E' un luogo che chi frequenta da anni ama come se fosse proprio: prima di andare via, quando il sole cala dietro le rocce, si pulisce la spiaggia, si raccolgono le cicche, si spiega ai turisti che vanno via che qui nessuno è pagato per pulire tutti i giorni, ma serve l'impegno e il rispetto di tutti.

La Baia è un posto dove da sempre ci si sente parte di una comunità, una comunità civile, tollerante, ospitale. E' uno dei luoghi-simbolo che fanno la storia di un territorio e delle persone che lo abitano, o che ci passano anche solo per pochi giorni.

Una delle calette è stata già da qualche anno data in concessione a privati con ombrelloni e sdraio a pagamento. Gli ombrelloni e le sdraio vengono rimossi a fine stagione, ma durante l’estate moltissimo spazio è tolto alle persone, anche quando gli ombrelloni dello stabilimento sono vuoti.

Sulla caletta a nord è stato dato inizio alla costruzione di una nuova struttura. La protesta della gente a difesa della Baia e della propria libertà di usufruire della spiaggia ha portato a numerose iniziative ed all’apertura di questo blog.

Non siamo contro lo sviluppo economico del Salento, né contro la libera imprenditoria. Crediamo però che l’una e l’altra cosa vadano fatte nel rispetto assoluto dell’ambiente. La costa otrantina, ed in particolare la zona protetta dei Laghi Alimini, hanno dato già tanto alle esigenze del turismo, al costo di pinete ridotte e spiagge recintate, e non sono in grado di sopportare ulteriori concessioni.

Siamo per la valorizzazione del nostro territorio, non per il suo sfruttamento.

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