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La Baia dei Turchi di Otranto tra i primi quindici luoghi del cuore,
segnalati dal Fai, Fondo per l’ambiente italiano, nella speciale
classifica della campagna “Segnala ciò che rovina il luoghi che più
ami”: con 2.374 segnalazioni, il paradiso otrantino di roccia, sabbia
finissima e macchia mediterranea sul mare Adriatico, inserita nell’Oasi
protetta dei Laghi Alimini, si attesta all’undicesimo posto
complessivo, tra le “ferite” all’ambiente più dolorose. Un posto
emblematico, ricco di simbologia e memoria per i locali, di cui la
storia recente e le cronache hanno ampiamente parlato negli ultimi tre
anni e mezzo, da quando, cioè, nella primavera del 2006, ha preso il
via la costruzione di uno stabilimento balneare sulla spiaggia: un atto
ritenuto di “violenza” da alcuni ambientalisti locali e da cittadini,
che hanno dimostrato fin da subito la propria contrarietà ad ogni
struttura balneare sul sito, intraprendendo, col sostegno delle
amministrazioni cittadine, una battaglia legale in difesa della Baia.
Lo
stabilimento, bloccato nel 2007 dal comune di Otranto, e di cui, su
richiesta dell’attivissimo comitato “Giù le mani dalla costa”, è stato
revocato il permesso di costruzione, con il definitivo blocco dei
lavori, è stato successivamente smantellato. O meglio, si è dato inizio
allo smantellamento della costruzione, ma, nonostante nei primi tempi,
le operazioni siano state celeri, quest’ultime hanno ricevuto una
brusca interruzione, tanto che lo smantellamento non è ancora stato
ultimato. E sulla spiaggia, restano tuttora alcuni resti, seppur
ridimensionati, della struttura fatiscente: ecco perché, in molti hanno
segnalato Baia dei Turchi tra le “ferite” ambientali ancora presenti
sul territorio italiano, unendo il suo destino a quello di tanti altri
luoghi, toccati da brutture concettuali o reali che siano.
Ma
la segnalazione al Fai, dimostra ancora una volta come la Baia dei
Turchi sia considerata ancora da molti come un autentico gioiello del
territorio otrantino, da preservare e custodire gelosamente da ogni
forma di deturpamento ambientale e speculativo. Esprime soddisfazione
per l’inserimento della Baia tra i “Luoghi del cuore” del Fai anche il
sindaco di Otranto, Luciano Cariddi, che ascoltato in merito a questo
riconoscimento, ha affermato: “Ringrazio tutti coloro che con la
propria indicazione hanno contribuito a questo risultato perché siamo
particolarmente legati a questo sito, in cui non poco impegno è stato
necessario profondere per garantirne l’integrità”.
“La valenza
paesaggistica della Baia dei Turchi – spiega Cariddi - ci ha portati ad
intraprendere anche azioni legali contro una volontà che indirizzava
ormai verso la privatizzazione di questi luoghi. Vinto il contenzioso,
l’amministrazione comunale si è fatta carico, data l’inerzia dei
privati concessionari, anche di rimuovere i resti della struttura che
questi ultimi avevano iniziato a costruire proprio sulla spiaggia. Ci
auguriamo che tale esperienza possa servire da monito anche in futuro
perché diventi sempre maggiore la sensibilità di noi tutti verso alcune
particolari aree del territorio”.
Felici di questo risultato
ovviamente i responsabili e i membri del comitato “Giù le mani dalla
Costa”, che oltre al coinvolgimento diretto in tutta la vicenda della
Baia, sono stati i promotori di questa segnalazione al Fai: “Ringrazio
chi ha sostenuto l’iniziativa – spiega Umberto Lanzilotto, presidente
del comitato – e, in modo particolare, il nostro rappresentante, Gianni
Pede, che si è impegnato in prima persona a seguire l’iter di questo
percorso di inserimento nella lista, che ha portato all’attenzione del
Fai questo luogo. L’augurio è di poter scalare ancora la vetta dei
luoghi del cuore. Ma certamente questo risultato indica come
l’interesse per la città di Otranto, che non è solo Baia dei Turchi, ma
che ha tanti altri luoghi degni di quella classifica, sia di livello
nazionale e che, quindi, l’impegno per la tutela dell’ambiente debba
passare attraverso una sensibilizzazione del territorio a queste
tematiche”. “L’unica nota negativa, se vogliamo – conclude Lanzilotto –
è che non vorremmo che l’anno prossimo il Fai trovi ancora le rimanenze
della struttura, che aveva alterato la bellezza della spiaggia: per
questo chiederemo la collaborazione delle istituzioni per rimuovere
totalmente i resti dello stabilimento”.
Pubblicato il 7/2/2009 alle 10.39 nella rubrica Diario.